E (Escursionistico)

Quarta Tappa

Da Camoglieres a Stroppo

Quarta Tappa

Una tappa che ci fa entrare nel vivo dei Percorsi occitani. Si parte da uno dei sentieri più frequentati della valle, per poi continuare in una zona estremamente selvaggia che conduce nel comune di Stroppo, nel quale sono custoditi alcuni più interessanti esempi architettonici dell’intera valle Maira: il lazzareto medievale di Caudano, la cappella romanica di San Peyre, le borgate San Martino e Morinesio, il santuario di Santa Maria. Il tutto condito da affascinanti panorami che spaziano dalle borgate arroccate ai tremila che le sovrastano.

Portarsi a monte della borgata Camoglieres, trascurare la deviazione verso la via ferrata e imboccare verso sinistra il Sentiero dei ciclamini, nel verso opposto rispetto a quello in cui viene comunemente percorso. L’itinerario, uno dei più frequentati delle valli cuneesi, deve il suo nome ai ciclamini che si possono ammirare durante il periodo della fioritura, nei mesi di agosto e settembre.

Salire lungo lo splendido sentiero balcone che affianca una palestra di arrampicata e offre suggestive viste all’indietro su Camoglieres. Superato un centinaio di metri di dislivello il sentiero spiana e affianca un pilone posto in posizione molto panoramica. Dalle rocce a picco sul vallone si possono scorgere molto in basso Macra e Villar.

Il percorso prosegue a balcone tra pini silvestri, segue le rientranze della montagna e passa ai piedi della vertiginosa parete calcarea della punta Raveirola. Al di sotto si aprono begli scorsi su Langra.

A un bivio scendere a sinistra su Caricatori (fontana). Seguire verso valle la strada asfaltata di accesso alla borgata, superare il bedale e raggiungere Langra, dove si abbandona l’asfalto per svoltare a destra.

Superata la chiesa dedicata ai santi Giuseppe e Antonio, imboccare la mulattiera che sale tra le case e i ruderi inoltrandosi in direzione nord-ovest in un boschetto di pini silvestri nella comba Font Buient. La prima parte del sentiero è protetto a monte da muretti in pietra e in alcuni punti ricorda il greto di un torrente.

Più avanti trascurare il bivio per la punta Gardiola. Raggiunta la testata della comba la mulattiera si sposta ripidissima in una pineta salendo a zig-zag verso l’alto. Percorrere un lungo e ripido traversone laterale verso sinistra che termina su una prima balconata panoramica dalla quale è visibile Villar di Macra e la bassa valle Maira. Lo sguardo spazia fino alla punta Tempesta a sud.

Il sentiero prosegue a mezzacosta pianeggiante nella vertiginosa testata della comba di Valcalda, compie un semicerchio verso ovest poi, con rinnovato vigore su una ripida serpentina (da evitare in presenza di neve), raggiunge un secondo punto panoramico.

Il percorso, ora in discesa, prosegue superando qualche spallone e contornando piccole insenature laterali tra spuntoni di roccia affioranti, radi ginepri, betulle e cespugli sparsi di lavanda. Doppiato un costone compare verso ovest il santuario di santa Maria di Morinesio e la sagoma aguzza del monte Chersogno.

Poco più in basso si affiancano due croci in legno. Entrati nel comune di Stroppo la discesa prosegue percorrendo una breve pineta dalla quale appaiono Centenero e Caudano, collocati più in basso verso ovest. Il sentiero si mantiene a monte dell’ampia radura erbosa Campogrosso e scende nei pressi della chiesetta della Madonna della Mercede, recentemente restaurata, con poderoso campanile di forma quadrata.

Addentrarsi tra le case di Centenero, poste intorno a una grande fontana con lavatoio sotto gli sguardi severi della Rocca Pertus, mentre sul lato opposto della valle Maira si possono notare il monte Buch e la Costa Chiggia. Al fondo della borgata, a sinistra parte una bella mulattiera che evita la strada normale scendendo in una comba incisa da un rio e conduce direttamente a Caudano nei pressi del lazzaretto, costruzione medievale dall’imponente facciata a vela.

Superato il parcheggio della borgata proseguire per qualche decina di metri su asfalto fino a raggiungere un bivio. Appena più a monte parte un sentiero che, inizialmente quasi in piano, si tiene sopra la strada infilandosi sinuosamente tra piante di quercia, qualche pino, ginepri e arbusti vari raggiungendo quasi subito un pilone votivo.

Poco oltre si abbandona il sentiero che prosegue verso la chiesa di San Peyre e si svolta invece verso destra.

In alternativa è possibile proseguire verso San Peyre, Cucchiales e poi lungo il primo tratto della tappa successiva così da fare tappa alla borgata San Martino di Stroppo.

Risalire con qualche serpentina le pendici rocciose che sostengono molto più in alto il santuario di Santa Maria di Morinesio.

Il sentiero si impenna e taglia il ripido versante. Superato un colletto appaiono dalla parte opposta l’arroccata borgata di San Martino, il campanile di Stroppo con la chiesa di san Giovanni Battista e, più a destra, il campanile romanico di San Peyre. Trascurato il bivio verso Morinesio si prosegue ora quasi in piano per qualche centinaio di metri fino ad arrivare a Ruata Valle.

Testi e foto di Cuneotrekking.com

Informazioni

  • Ascesa: 810 m
  • Discesa: 410 m
  • Distanza: 11,0 km
  • Durata: 4h 30
  • Altitudine di partenza: 975 m
  • Altitudine massima: 1.400 m
  • Difficoltà: E (Escursionistico)

Note

Il tragitto ufficiale dei Percorsi occitani prevede di scendere a Villar di Macra percorrendo la seconda parte del Sentiero dei Ciclamini. Tuttavia, salvo le domeniche estive in cui è da evitare a causa dell’eccessiva frequentazione, è assai più interessante la variante alta di seguito proposta, di poche centinaia di metri più lunga.