Occit’amo – Guardare. Sentire. Gustare
Il festival Occit’amo in 3000 battute
Occit’amo torna nel 2026 con un calendario diffuso tra vallate alpine, borghi, rifugi e piazze delle Terre del Monviso, confermandosi uno dei principali festival dedicati alla cultura occitana e alla contaminazione tra musica, territori e comunità. Un progetto culturale itinerante che attraversa Valle Po Bronda, Valle Varaita, Valle Maira, Valle Grana, Valle Stura, Valle Infernotto e pianura saluzzese, intrecciando concerti, escursioni, spettacoli, formazione e valorizzazione del patrimonio alpino.
L’edizione 2026 – dopo una fortunatissima e partecipata anteprima in maggio con Prima D’Oc a Demonte – prenderà avvio dal Monte Roccerè , tra Valle Maira e Valle Varaita, con la Festa di San Joan (o San Giovanni), appuntamento simbolico che nel giorno del solstizio inaugura il percorso estivo del festival tra tradizione, convivialità e musica popolare. Da qui Occit’amo si svilupperà lungo tutto l’arco delle vallate occitane con eventi che uniranno cultura, paesaggio e partecipazione.
Tra gli appuntamenti più attesi ci sarà il ritorno della Cobla catalana, protagonista questa volta di una nuova collaborazione artistica con Sergio Berardo e i musicisti delle vallate occitane del versante italiano. Dopo il successo dello scorso anno, il progetto crescerà ulteriormente con due concerti in programma a Saluzzo e a Cuneo. Le sonorità della tradizione catalana incontreranno strumenti e repertori delle terre d’Oc in una produzione che conferma la vocazione internazionale del festival.
Suggestivo l’evento del Rifugio Alpetto, in collaborazione con il Parco del Monviso, organizzato in occasione dei 160 anni del primo rifugio alpino italiano. Un appuntamento dedicato alla memoria e alla cultura alpina, nel quale le cornamuse e gli strumenti tradizionali accompagneranno il pubblico in uno dei luoghi simbolo della storia dell’alpinismo italiano.
Tra le novità più significative dell’edizione 2026 ci sarà inoltre il Giro di Viso, progetto che porterà la musica lungo un trekking di più giorni attorno al Monviso. Concerti, albe musicali e momenti di incontro accompagneranno il cammino tra rifugi e sentieri, rafforzando il legame tra esperienza artistica, montagna e turismo lento. Non mancheranno l’incontro con il carcere, la Montagnaterapia e tutte le occasioni di incontro con chi abita le Terre del Monviso cui oramai non si può più fare a meno.
Accanto alla dimensione musicale e territoriale, Occit’amo continuerà a ospitare importanti protagonisti della scena culturale italiana. A Saluzzo arriveranno i Patagarri con il loro gipsy jazz tra ironia e libertà, e il grande storyteller sportivo Federico Buffa con “Olimpiadi tra guerra e pace”, racconto che intreccia sport, storia e memoria civile – in collaborazione con Borgate dal vivo, o ancora Paolo Ruffini, Francesco Costa, Roberta Bruzzone – ospiti di Attraverso Festival al Quartiere di Saluzzo.
Ma Occit’amo è anche molto altro: è il lavoro della Grande Orchestra Occitana, che coinvolge decine di giovani musicisti; è la riscoperta delle danze tradizionali guidate da Daniela Mandrile; è il teatro di comunità di “Pedalando tra le storie”, che attraverserà borghi e vallate raccogliendo racconti e memorie; è la formazione musicale internazionale che porterà nelle Terre del Monviso studenti e artisti provenienti da altre aree occitane europee.
Occit’amo si conferma come un’esperienza culturale condivisa capace di unire musica, paesaggio, sostenibilità e partecipazione, accessibilità e promozione del territorio, mantenendo al centro le comunità delle Terre del Monviso e il loro patrimonio culturale.